Torta di carote, mandorle, zenzero e poesia

 
Succede sempre così…
decido di fare una torta, sfoglio un libro e gli ingredienti richiesti
non sono mai presenti nella mia dispensa.
Con quello che ho,
 adatto la ricetta e la interpreto a modo mio.
Erano noci nel libro “Quello che piace a IRENE”

 3 uova e non 2,

zucchero e non fruttosio + vanillina,
ma cosa importa…
Irene racconta storie d’amore e destini,
 gli ingredienti della torta hanno poca importanza
se la carota più bella non la utilizzi per il primo pupazzo di neve,
se non utilizzi il grembiule in cucina o se mescoli gli ingredienti
senza aggiungere passione.
Ecco cosa manca a chi dice di non saper cucinare…
la poesia!
Manca il pensiero, il gesto, la passione.
Manca l’idea di coccolare qualcuno, di regalare un sapore, 
di sapere che il profumo di zenzero arreda per il resto della giornata
e nessuno è indifferente a ciò che si respira nella propria casa.
Il profumo di torta è profumo di casa
e lo senti soprattutto quando manca!
Non dite che non avete tempo di fare una torta, che non siete capaci…
chi sa leggere generalmente riesce a fare anche da mangiare!
Non dite che non vi piace, che preferite il salato.
Dite piuttosto che oggi finalmente c’è il sole e di stare a spignattare,
nessuna voglia!

Provate però ad immaginare cosa può succedere
in una casa profumata d’amore…

Accendi il forno a 180°.
Pela e grattuggia zenzero e carote.
Riponi in una ciotola capiente ed aggiungi la farina, 
lo zucchero (io ho utilizzato il fruttosio)
il lievito, le mandorle tritate grossolanamente.
In un’altra ciotola sbatti le uova (ne avevo 2) insieme all’olio.
Unisci i due composti e versa in una tortiera rivestita di carta forno.
Inforna e cuoci per 40 minuti circa.
Sforna e lascia (se resisti) raffreddare.
Ma ricorda…fanne una poesia!

 Grazie Irene!
Gianly