In silenzio, 
avvolta da un dolore che ogni senso stenta a comprendere
ho trascorso una giornata che non dimenticherò mai più.
Al Memorial dedicato alle Twin Towers i compleanni si ricordano con una rosa.
 Sui pannelli di bronzo, infilate nei tagli vivi delle incisioni le rose bianche
dedicano un pensiero delicato 
a chi non racconterà di se altro che una tragedia.
Quasi 3000 i nomi di mamme, papà, figlie, figli, nipoti, nonni ed amici
che ignari del loro destino hanno quel giorno lasciato le loro abitazioni
per imprimere un segno indelebile nella storia di tutti noi.
Lo scroscio dell’acqua delle due cascate artificiali più alte del Nord America,
il fruscio dei rami spogli delle querce bianche e i visi attoniti delle persone
annullano i rumori della metropoli ed invitano a pensieri e considerazioni senza risposte.
Non sono casuali le incisioni, 
ogni persona è vicina a qualcuno per attinenza, conoscenza, luogo di ritrovamento, 
relazioni personali, affetti e persino il volo che stavano percorrendo.
Un lavoro attento di raggruppamento ha permesso che i destini
fossero incisi per sempre uno accanto all’altro.

 

Un cartello invita i visitatori a toccare i nomi sui pannelli.
Non è toccare
 è lasciare una carezza,
fare in modo che tante carezze lucidino il bronzo,
 che il cuore di chi passa lasci il segno dell’affetto a 3000 persone.

 

 I lavori non sono terminati. 
Molti uomini vivono ad oggi una quotidianità legata alla ricostruzione di un luogo
 sotto molti punti di vista sacro ed emotivamente coinvolgente.

 
    
Le temperature raggiunte hanno permesso alle travi di trasformarsi in sculture.
Sculture a testimonianza di un immenso dolore
Con affetto
Gianly